A mia Nonna, la più bella spina nel fianco della mia vita.

written by Caterina May 11, 2019

86 gli anni che avresti compiuto quest’anno.

365 i giorni trascorsi senza di te.

Infinito l’amore che sento ancora arrivare da te e nonno.

Ho sempre amato i numeri, riuscire a quantificare ogni cosa mi da stabilità, tranquillità; mi da l’illusione di avere tutto sotto controllo.

Da piccolissimi iniziamo subito con le domande dove i numeri sono la risposta, Quanto mi vuoi bene da 1 a 10? Quanto ti sono mancata da 0 a 100? Quanto ti piaccio? Quanto sono stata brava?

86 anni, 31 trascorsi con me, oggi io 1 senza di te.

Quanto mi manchi da 0 a 100? 
Ecco, non riesco a formulare il numero, continuo a contare e nel frattempo ogni tanto ancora penso che mi chiami e che mi porti la lasagna con i carciofi e la salsiccia, che ci facciamo una bella litigata delle nostre; ancora penso di poter venire a casa e fare mille giri di parole per convincerti che c’è una cosa di cui ho proprio bisogno e che poi tu ridendo puntualmente mi compri; ancora penso che se faccio qualche casino poi mi pari il culo, che se litigo con Ale e Giulia posso infilarmi nel letto con te che mi fai sentire al sicuro; quando organizzo qualcosa ancora penso che mi rompi le scatole per venire anche te e che devo passare a prenderti, che devo levarti l’ultimo bicchierino quando cominci ad essere ubriachella.
Ogni tanto ancora penso che non è vero.

Ho sempre scritto di nonno, l’ho sempre amato tantissimo e volevo tanto trovare un uomo come lui, così figo così elegante.
Scrivevo e ogni volta mi dicevi: “chissà se almeno quando muoio scriverai anche per me cose così belle”.
Ci ho provato tante volte nonna, ho una cosa scritta dal giorno del tuo funerale ma non sono mai riuscita a finirla, ci ho riprovato a Natale, al tuo compleanno, ma niente.
Dicono che con il tempo tutto passa, ma quand’è che passa? Perchè qua non passa.
Ci proverò ancora una volta:

Cara Nonna, sei stata la mia spina nel fianco, sei stata una delle persone con cui ho discusso di più, sei stata una stronza prepotente a cui ho tirato con soddisfazione piatti e tutto quello che avevo a portata di mano.
Sei stata la persona che ho più ammirato in tutta la mia vita, sei stata la mia spalla perfetta, l’unica in grado di capirmi al cento per cento, non c’è mai stata una volta in cui io avessi bisogno di te e tu non riuscissi a darmi esattamente quello di cui avevo bisogno. Tu mi hai sempre fatta sentire al sicuro.
Ora, qui, io voglio semplicemente raccontare, perchè raccontare è uno dei modi per non farsi tormentare inermi dal dolore.
Voglio raccontare di quella donna forte che mi portava ai concerti di musica classica, di quella donna che mi faceva sentire chic anche solo standole accanto, di quella pazza furiosa che mi controllava e mi faceva uscire di testa, di quella donna così ironica che si prestava a qualsiasi presa in giro e video buffo volessi fare, tranne se si parlava del naso, nessuno poteva parlare del suo naso.
Vedi Annarè, Sergetto è stato il mio sogno di una vita, il mio principe azzurro, tu sei stata una fantastica realtà, quella realtà così piena e travolgente che ti fa sentire quasi invincibile. Nei due anni che abbiamo vissuto insieme da quando è nata Rory ho pensato davvero di essere invincibile, ma poi la vita mi ha riportato con i piedi per terra.
Sono stati i due anni più belli della mia vita Nonna, grazie per avermi regalato un tempo così bello, grazie per aver ballato con me Renzo Arbore quasi ogni sera, grazie per avermi insegnato ad essere indipendente e a credere in me stessa, grazie per aver amato Rory come mai nessuno riuscirà a fare.

P.s. Hai visto che ce l’ho fatta pure questa volta? Ce la faccio sempre Nì, ce la facciamo sempre, ho le spalle larghe come le tue, non devo nemmeno togliere le spalline dalle giacche! 

…Non smetterò mai di cercarti dentro ogni cosa che vivo, e per quando verrai a trovarmi in tutto quello che scrivo, e più sarai lontana e più sarai con me, tu intanto fai bei sogni che sono i nostri sogni…NON SMETTERO’ MAI DI CERCARTI.

 

 

 

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